Un po’ di chiarezza sull’autonomia
di Comuni e Regioni in materia di gioco.

 

Dopo il manuale ricavato dal Seminario C’è Gioco e Gioco (Milano, 7 luglio 2014), Toro Edizioni ha pubblicato un volume giuridico che riprende e approfondisce gli interventi del convegno organizzato a giugno 2015 su un tema sempre più attuale: Il conflitto e la compatibilità tra le norme locali e le leggi nazionali nel gioco pubblico.

 

Il volume si intitola “Gioco pubblico e raccordi normativi” ed è curato da Paolo Leone, Giampiero Moncada e Angela Oliva, i quali hanno ripreso e coordinato gli interventi degli stessi relatori del convegno: Alessandro Aronica (Agenzia Dogane e Monopoli), Gianfranco Bonanno (Associazione Comuni turistici d’Italia), Castrese De Rosa (Ministero dell’Interno), Giovanni Leone (giurista e docente all’Università di Napoli), Cosimo Nacci (Guardia di Finanza), Livia Salvini (Giurista), Francesco Vergine (Associazione nazionale Comuni d’Italia).

 

Dell’argomento si parla ormai da quasi due anni, e sempre tra accese polemiche e prese di posizione molto nette.

 

Da una parte, lo Stato centrale che ha la competenza esclusiva su tutto ciò che riguarda il gioco, e dall’altra i Comuni e le Regioni che lamentano di dover gestire il fenomeno del gioco sul territorio senza strumenti normativi. E per questo hanno prodotto una notevole quantità di leggi, delibere, ordinanze, regolamenti, con l’obiettivo di ridurre gli effetti deteriori che le attività di gioco possono avere su una collettività.

 

Per provare a far chiarezza in queste polemiche, e anche per comprendere meglio i contrasti giuridici e culturali, il volume tenta di rispondere a un quesito: sono legittime queste iniziative degli enti locali? Sono compatibili con la “riserva di legge di Stato”, ovvero la competenza esclusiva dello Stato centrale in questa materia?

 

La risposta non è semplice, perché ognuno dei provvedimenti in questione, nonostante intervenga sulle attività di gioco, prende le mosse da altri ambiti di competenza; questi sì attribuiti agli enti periferici dello Stato: salute, urbanistica, ambiente, ordine pubblico…

 

Nell’incontro di giugno 2015, e nel volume che ne è nato, si è provato a fare il punto della situazione confrontando le opinioni di giuristi, amministratori locali, operatori del settore ed esponenti politici, del Governo e del Parlamento. Tutti coinvolti in queste vicende e con posizioni apparentemente inconciliabili.

 

 

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