L'AZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA A CONTRASTO DEL GIOCO ILLEGALE (Tenente Pasquale Rinaldi, Guardia di Finanza)

CONTRASTO AL GIOCO ILLEGALE E IRREGOLARE

 1.  Dati di contesto sul “gioco amministrato”

Il comparto del “gioco amministrato” rappresenta il 4% del PIL italiano, con un giro d’affari registrato, nel 2012, pari a circa 90 miliardi di euro ed entrate erariali attestate su oltre 8 miliardi di euro; è di circa 64 miliardi di euro la raccolta dei primi nove mesi del 2013.

Il gioco in Italia è amministrato in regime di monopolio mediante concessioni statali, rilasciate a seguito di garapubblica” ad operatori economici privati che garantiscono lo svolgimento delle diverse tipologie di giochi, nel rispetto dei parametri fissati dal legislatore nazionale – in linea con l’Ordinamento comunitario - e sotto la vigilanza dell’Autorità di riferimento (oggi Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).

L’attuale sistema concessorio richiede, tra l’altro, la sussistenza di rigidi requisiti non soltanto all’atto dell’inoltro della domanda ma anche nelle ulteriori fasi della procedura nonché, in caso di aggiudicazione, per tutto il periodo di esercizio dell’attività.

2.  Ruolo e strategia di contrasto della Guardia di finanza

I dati della raccolta e la struttura del sistema concessorio brevemente illustrati testimoniano l’importanza del settore per la Guardia di finanza che opera a difesa del monopolio statale sui giochi e sulle scommesse nell'ambito delle funzioni di prevenzione e repressione delle violazioni in danno del bilancio nazionale.

Il legislatore del D.Lgs. 19 marzo 2001, n. 68 attribuisce al Corpo, tra gli altri, i compiti di prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni riguardanti anche la c.d. “fiscalità dei giochi” (prelievo erariale unico, imposta unica sulle scommesse, imposta sugli intrattenimenti oltre che imposte dirette, indirette e ogni altro tributo connesso) e prevede, per i militari della Guardia di finanza impegnati nell’espletamento dei predetti compiti, la possibilità di avvalersi dei poteri di accesso, ispezione e ricerca.

Il settore dei giochi e delle scommesse costituisce, peraltro, una forte attrattiva anche per le organizzazioni criminali in ragione degli ingenti guadagni ottenibili, nonché quale ulteriore canale per riciclare e reimpiegare i proventi illeciti. Numerose sono, infatti, le investigazioni che hanno evidenziato il forte coinvolgimento della criminalità organizzata, soprattutto con riferimento alla gestione degli apparecchi da intrattenimento, delle scommesse sportive e del gioco on line.

Gli interessi della criminalità organizzata nella gestione delle slot sono rilevantissimi: le indagini della Guardia di finanza hanno messo in luce casi di vera e propria “imposizione” dell’installazione di macchinette in locali commerciali da parte dei clan, sfruttando la forza intimidatrice mafiosa; esecuzione di estorsioni; riciclaggio di denaro “sporco” e intestazione fittizia di beni; produzione e commercializzazione di apparecchi con schede elettroniche illegalmente modificate al solo scopo di occultare le giocate e truffare i giocatori.

La centralità del ruolo del Corpo è stata, da ultimo, sottolineata dal legislatore del D.L. 1 luglio 2009, n. 78 che, all’art. 15, ha individuato i Comandi Provinciali quali destinatari delle segnalazioni da parte dei "soggetti pubblici incaricati istituzionalmente di svolgere attività ispettive o di vigilanza e gli organi di polizia giudiziaria che a causa o nell'esercizio delle loro funzioni vengano a conoscenza di fatti o atti che possono configurare violazioni amministrative o tributarie in materia protezione di giochi, scommesse e concorsi pronostici".

Il Corpo si pone come obiettivo l’aggressione dei diversi fenomeni illeciti che interessano il gioco pubblico, mettendo in campo interventi e controlli che mirano a:

-       contrastare l’evasione fiscale, a garanzia del gettito complessivo derivante dalla raccolta;

-      tutelare il mercato, perché gli operatori onesti non subiscano la concorrenza sleale di chi organizza e promuove giochi illegali, e impedire qualsiasi tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata ovvero condotte di riciclaggio di denaro “sporco”;

-       proteggere i consumatori da proposte di gioco insicure e pericolose, perché non gestite dallo Stato, tutelando le fasce più deboli, prime fra tutte i minori.

Tale azione è peculiare della Guardia di finanza che, in ragione della missione di polizia economico-finanziaria ad essa affidata, opera a difesa della libertà negoziale, della libertà d’impresa e del libero mercato.

Gli interventi e i controlli dei Reparti del Corpo puntano ad aggredire tutte le forme di illegalità che riguardano il gioco: dal mancato pagamento dei tributi previsti, all’assenza delle concessioni e delle autorizzazioni di legge, alla presenza di organizzazioni criminali nella gestione delle attività lecite e illecite. E tendono, inoltre, a generare un importante effetto di deterrenza, allo scopo di far comprendere a tutti - autori degli illeciti e clienti di questi - che i controlli esistono e sono tanti, per cui il rischio di essere “scoperti” è assai elevato: deve essere chiaro che “con il gioco pubblico non si scherza!

In questo senso, si inseriscono i diversi “Piani coordinati di intervento” condotti a livello nazionale, anche in sinergia con le altre Forze di Polizia, nell’ambito:

  1. del “Comitato di Alta Vigilanza per la prevenzione e repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori”, previsto dall’art.15-ter del D.L. 78/2009, con l’obiettivo di realizzare un “tavolo di lavoro interforze” che agevoli un’azione coordinata tra l’Autorità amministrativa e le Forze dell’ordine, volta a contrastare il gioco illegale, perseguendo la sicurezza del gioco e la tutela dei minori;
  2. del c.d. “piano Balduzzi”, previsto dall’art. 7, comma 9, del D.L. 158/2012, a mente del quale l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pianifica su base annuale, anche d’intesa con la Guardia di finanza, almeno 10.000 controlli specificamente destinati al contrasto del gioco minorile, nei confronti di esercizi presso i quali sono installate le newslot ovvero vengono accettate le scommesse, ubicati in prossimità di istituti scolastici, di strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto.

Si tratta, in buona sostanza, di interventi c.d. “a massa”, disposti a livello centrale con la partecipazione di altre Forze di Polizia, mediante un massiccio impiego di pattuglie operanti contestualmente, con l’intento di creare deterrenza e diffondere fiducia nei cittadini.

Sulla base, poi, di attività di analisi informativa, il Corpo conduce piani “a massa” anche in totale autonomia, alla luce dell’approfondito esame del contesto territoriale di riferimento in punto, soprattutto, di diffusione del gioco amministrato e di presenza criminale.

Relativamente alle modalità di esecuzione degli interventi è certamente di grande ausilio l’esperienza che il Corpo ha maturato nella lotta all’evasione e alle frodi fiscali, da un lato, e alla criminalità economica e organizzata, dall’altro.

3.  Strumenti di contrasto e impiego dei Reparti Speciali

Negli anni, gli investimenti effettuati nella tecnologia hanno portato a un affinamento delle tecniche di analisi del rischio per individuare obiettivi mirati da sottoporre a controllo, combinando la capacità, tipica ed esclusiva di una Forza di Polizia, di ricercare e acquisire informazioni sul territorio, con quella di incrociare questi elementi con i dati e le notizie contenute nelle banche dati collegate all’Anagrafe tributaria.

Agli applicativi informatici della rete del Corpo utilizzati per il contrasto all’evasione fiscale sono stati, di recente, affiancati applicativi “dedicati” al contrasto del gioco illegale.

Con specifico riguardo alle slot collegate alla rete telematica gestita dallo Stato (e, quindi, “censite”), è stata, infatti, realizzata una nuova banca dati a disposizione di tutte le unità operative per l’individuazione di soggetti sospettati di condotte evasive e di altri illeciti.

Si tratta del c.d. “C.I.D. a rischio - Congegni da Intrattenimento e Divertimento a rischio” che consente il monitoraggio on line di anomalie nell’utilizzo delle slot, sintomatiche del ricorso a sistemi fraudolenti di occultamento dell’effettiva raccolta degli apparecchi. Nel dettaglio, l’applicativo, sulla base dell’analisi della raccolta media giornaliera delle slot rispetto all’area territoriale di riferimento (regione e/o provincia), individua eventuali apparecchi che registrano scostamenti importanti verso i quali indirizzare i controlli.

Un ulteriore strumento informatico di ausilio per le attività “sul campo” dei finanzieri è il c.d. “SCA.A.M.S. – Sistema di controllo A.A.M.S.”, un software installato su PC portatili “dedicati” che consente, attraverso la lettura della scheda di gioco delle slot, di rilevare, per differenza, gli incassi e le giocate che, pur essendo state effettuate dagli apparecchi, non sono state “registrate” dalla rete telematica gestita dai concessionari.

Di fondamentale importanza, inoltre, l’opera dei Reparti Speciali del Corpo come il Nucleo Speciale Entrate, al cui interno insiste il “Gruppo Giochi Scommesse e Concorsi Pronostici”, con funzioni di raccordo operativo con l’Area Monopoli dell’Agenzia, volte a studiare i fenomeni di gioco illegale più diffusi e pericolosi.Il Nucleo Speciale, peraltro, predispone apposite “attività progettuali” che, partendo dall’analisi e dallo studio di questi fenomeni, individua specifici alert di rischio sulla cui scorta elabora liste di posizioni soggettive sulle quali concentrare l’attenzione operativa dei Reparti territoriali.

4.  Le attività di controllo e le principali operazioni di servizio

L’attività di controllo “ordinaria” esercitata nel settore degli apparecchi (slot e video lottery) si sviluppa lungo due distinte direzioni, in funzione degli illeciti che si intende contrastare.

La prima mira all’individuazione di forme di gioco irregolare, ossia raccolte non registrate nei contatori fiscali degli apparecchi, con la conseguente sottrazione di base imponibile ai fini del prelievo erariale unico (c.d. PR.E.U.) e delle imposte dirette.

Nel settore, infatti, sono stati – da tempo - riscontrati numerosi sistemi fraudolenti consistenti nell’alterazione del flusso telematico di comunicazione della raccolta operata dai singoli apparecchi. In particolare, l’attività operativa dei Reparti ha fatto emergere l’esistenza, all’interno dei cabinet di numerosi apparecchi, di dispositivi (hardware e software) che permettono di giocare omettendo l’invio dei dati alla rete telematica gestita dallo Stato, con conseguente evasione delle imposte oltre che truffando gli ignari giocatori.

Il tutto risulta possibile grazie all’inserimento di una “doppia scheda” di gioco, ben nascosta all’interno di un doppio-fondo posto alla base dell’apparecchio che “legge” le giocate clandestine non comunicate alla rete telematica dei Monopoli.

Per quanto riguarda, invece, la seconda tipologia di interventi - ossia quelli diretti nei confronti di soggetti che offrono gioco attraverso congegni vietati e completamente illegali – i più frequenti casi di alterazione/manomissione accertati dimostrano che generalmente il gioco non lecito viene inserito in videogiochi con vecchi mobili aventi diversi pulsanti di funzionamento e attivati con le più svariate modalità: a mezzo radiocomando, spesso in possesso dell’esercente, o attraverso una combinazione di tasti.

In tutti questi casi, naturalmente, a rimetterci non è soltanto l’erario ma anche e soprattutto il giocatore, che non ha alcuna garanzia né sulla regolarità del gioco tantomeno sulle probabilità di vincita che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono sempre a vantaggio di soggetti senza scrupoli organizzatori degli illeciti.

La Guardia di finanza, infine, è fortemente impegnata ad arginare la diffusione del gioco abusivo via internet, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, attraverso l’inibizione, tramite il loro “oscuramento”, dei siti che propongono giochi non autorizzati, con contestuale reindirizzamento su apposita pagina web ove è riportata l’avvertenza “SITO NON RAGGIUNGIBILE”. I siti già oggetto di inibizione sono attualmente pari a 4.715.

L’attività di contrasto del Corpo al gioco illecito è anche orientata alla tutela delle fasce di giocatori più deboli, primi fra tutti i minori di anni 18.

Sedici sono i casi che hanno interessato, nel 2013, i minori per i quali esiste il duplice divieto di partecipazione ai giochi “con vincita in denaro” e di accesso nelle aree destinate al gioco con “vincita in denaro” nelle sale bingo, nelle aree in cui sono installate le vlt e nei punti di vendita in cui si esercita, come attività principale, quella di scommesse.

L’azione della Guardia di Finanza a contrasto del gioco illegale e irregolare

(anno 2013)

Nel 2013 sono stati complessivamente effettuati, nel settore del Monopolio del gioco e delle scommesse, 9.471 interventi, di cui 3.425 irregolari; 3.545 le violazioni riscontrate e 10.171 i soggetti verbalizzati. Sequestrati 1.934 apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento irregolari nonché 2.035 punti clandestini di raccolta scommesse.

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